Atarassia

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Si può trovare l’equilibrio interiore attraverso il movimento scomposto e turbolento delle tempeste interiori?
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Testo: Atarassia
di Vrilly

Dondola la mente, alla brezza del mare d’agosto.
Mi riposo quando una folata di vento,
improvvisa tanto quanto inaspettata,
agita i pensieri che, in bilico, oscillavano lenti.

Nel mare si levano schiumose onde.
Le osservo alzarsi e, con violenza, inabissarsi,
continue e dolorose.

Il vento spettina i capelli
e fa strizzare gli occhi.
Chiude l’anima in un pugno
che stringe un urlo in gola.

Si ferma tutto, mentre l’impeto del vento imperversa.
Il mio oscillare, adesso,
è mantenere una stabilità precaria.

Me ne accorgo, mi sorreggo, crollo, mi rialzo
e, infine, cerco il trasporto.

Sono di nuovo in bilico,
tra onde e vento.

Ascolto la sua musica;
una sonorità delicata, malinconica,
quasi di passaggio.

Vedo all’orizzonte l’approdo.

Divento faro,
immobile su una scogliera.
Illumino per trovare la mia via,
per farmi trovare.

Adesso sento
che posso attraversare la tempesta
e restare me stessa.

Atarassia testo di Vrilly
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